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Parlando della bellezza dell’Italia il Presidente della Repubblica Napolitano ha detto: “Non so se nel profondo siamo tutti consapevoli della magnificenza e dell’unicità di questo patrimonio storico, artistico, culturale e architettonico del nostro Paese. Se ne fossimo tutti consapevoli - ha concluso - sentiremmo di più l’orgoglio di essere italiani”. (Vicenza, 19 settembre 2008 )
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| Prende il via la “Stagione Borgiana” di Nepi (VT)
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Nell’ambito delle iniziative che animano la stagione estiva dei Comuni coinvolti nel progetto di valorizzazione della “Via Amerina”, il 28 maggio prende il via, a Nepi (VT) (mappa), un importante appuntamento per questo territorio: la “Stagione Borgiana”, rassegna di spettacoli musicali, teatrali e cinematografici che si susseguiranno in un fitto calendario all’interno del Castello dei Borgia, nella suggestiva cornice della Corte.
La “Stagione Borgiana” rappresenta un momento di forte impegno per tutta la comunità nepesina che, attraverso una offerta ed una modalità di intrattenimento culturale, guarda con attenzione sia alle comunità locali che al pubblico degli appassionati, dei turisti abituali e di quelli che per la prima volta sono alla scoperta di questo territorio ed ai quali vuol presentare il prezioso patrimonio storico-culturale di cui è così ricca offrendo, al tempo stesso, le piacevolezze della sua genuina ospitalità. > Continua
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| Sulla Via Amerina camminando lungo la storia
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| Nepi: Palio del Saracino - 2/21 giugno
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WEEK END LUNGO LA VIA AMERINA -
CON IL “PALIO DEL SARACINO” NEPI RIVIVE LE ATMOSFERE E LE SUGGESTIONI DEL SUO MEDIOEVO
Questo tradizionale appuntamento di inizio estate non è per Nepi soltanto una festa ma piuttosto una vera e propria rappresentazione che, con il coinvolgimento di tutti i suoi abitanti, rievoca lo storico passaggio della comunità nepesina dalla fine del Medioevo all’inizio dell’Età Moderna in un susseguirsi di momenti fortemente simbolici.
Come lo sono certamente il Corteo Storico che si snoda per le vie della città, adornate con bandiere e stendardi; i Priori delle quattro Contrade che accolgono Lucrezia Borgia ed il Governatore che le dona le chiavi della città. Ci sono poi le Contrade che si sfidano tra loro a cavallo, poi al tiro con l’arco, della fune ed ancora nella corsa degli arieti mentre graziose signore sono impegnate nella “corsa dei curoji”.
Con il Palio Nepi ricorda quegli avvenimenti e, ricercando collegamenti con le proprie radici storiche, si propone di far conoscere e tramandare le proprie trazioni medievali e rinascimentali e, al tempo stesso, di far apprezzare dal pubblico dei visitatori, dei turisti le bellezze di un territorio così ricco di storia, arte, cultura in un contesto paesaggisticamente suggestivo.
Le vie della città, dunque, i prossimi week end fino al 21 giugno, rivivranno un tratto del passato che, pur nelle diverse tipicità, costituisce l’elemento, la peculiarità più fortemente radicata in tutte le comunità che si trovano lungo l’antica “Via Amerina”, la strada di collegamento costruita dai romani e che, da Nepi a Orte, per poi proseguire fino all’odierna Amelia (Umbria), attraversa tutto il territorio “falisco”.
L’appuntamento del Palio del Saracino rappresenta solamente una delle tante occasioni proposte dai Comuni di questa area che, alle porte di Roma, conserva intatti il piacere del vivere a “misura d’uomo” ed offre il fascino del viaggio alla scoperta delle identità popolari dell’alto Lazio. > Continua
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| Vasanello a tavola con gli Orsini
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A fianco dell’antica Via Amerina, in un altopiano poco elevato, fra il Monte Cimino ed il Tevere, si trova Vasanello, circondato da una cornice di monti che lo chiude a semicerchio: ad Est le montagne della Sabina, a Nord quelle dell’Umbria, ad Ovest la catena dei Cimini, mentre a Sud si eleva il solitario Soratte.
Le origini del paese si perdono nella storia e lo stesso nome Vasanello ha una genesi molto travagliata. Il documento più antico che riporta il nome è un’epigrafe marmorea collocata nella chiesa di S. Salvatore nell’anno 1038, a ricordo di Domenico che fu “Archipresbiter in castro Vassanello”. In un documento del marzo 1058 estratto dal Cartario di S. Sillvestro, è riportata una concessione fatta da Tebaldo Abate ad alcuni suoi congiunti “De tenimentu Vassanello”. Leggendo attentamente questo documento si nota che tutte le lettere b sono state sostituite con v e lo stesso si può supporre sia avvenuto con la v di Vassanello, tanto più che in altri documenti dello stesso cartario il paese è sempre indicato come Bassanello, mentre in quelli successivi, fino al 1287, troviamo entrambe le dizioni. > Continua
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| DECALOGO DEL FOTOVIAGGIATORE
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1) Cercare la bellezza ovunque, anche a due passi da casa, evitando i “non luoghi” e possibilmente i luoghi comuni: ricercare luoghi in cui respirare il senso del tempo, sentire l’odore della vita e delle sue stagioni. Luoghi dell’Anima – Immaginari – Fantastici – Mitici – Romantici – Mentali – Spirituali – Calmi – Silenziosi – Intimi – Comuni – Sconosciuti – Familiari – Poetici. Luoghi in cui passare senza entrarci, altri da cui farsi prendere e non uscirne; luoghi in cui arrivare la prima volta, altri da lasciare per non tornarvi; ognuno merita un nome e un’attenzione diverse. Universo di paesaggi, architetture, produzioni, atmosfere, donne, uomini, bambini, anziani, sensazioni, emozioni, luoghi da vivere, interpretare, raccontare con la poesia delle immagini.
2) Fotografare con i 5 sensi + 3 cuore, anima e cervello.
3) Viaggiare pensando che: “C’è ben più nell’esistenza che incrementarne la velocità”: oppure “Il procedere lento è bellezza” oppure “Festina lente” (Affrettati lentamente) o ancora “Voi avete l’orologio, noi il tempo”(da Gandhi, Pound, Svetonio, Conte di Onslow).
4) Praticare un camminare meditativo tipico degli abitanti dei Sud del mondo: non si cammina perché si ha una gran fretta di arrivare in qualche posto, ma perché camminare è in sé una cosa meravigliosa. La meditazione è il cammino stesso).
5) Imparare a camminare vedendo: procedendo determinati, senza vagare, ma camminare per capire veramente, fermandosi, essere sedentari, vivere i luoghi attraversati e lasciati indietro. Quindi: emozionarsi e adattarsi, riconoscere e scoprire, curiosare, sorprendersi, entusiasmarsi per imparare a raccontare la realtà con le immagini.
6) Preferire i mezzi di trasporto lenti, la bicicletta, i piedi, le corriere, i treni (non ad alta velocità): per l’attenzione al qui ed ora, come viaggio dentro se stessi, come ritrovamento di ciò che è veramente importante, ciò che è prioritario; per cogliere gli odori, i rumori, le atmosfere. Preferire i viaggi in treno perché il treno non è un veicolo. Un treno è parte di un paese. È un luogo. Aspirare estaticamente l’odore delle ferrovie, per viaggiare prendere solo i treni che sbuffano mandando in cielo nuvole e vapore, solo quelli che sembrano dire con impazienza “Devo andare”, Devo andare”. Se proprio siamo obbligati ad usare l’automobile, non superiamo mai i 50 km l’ora.
7) Gustare i momenti di fermo obbligato e gli imprevisti come parte integrante, interessante e arricchente di ogni viaggio.
Leggere molto, prima e dopo essere partiti, perché leggere vuol dire riempire di significati il viaggiare.
9) La cosa più importante del viaggio è quella di poter conoscere l’identità dei luoghi, scoprire le produzioni tipiche e assaggiare i cibi locali; perché l’enogastronomia è parte integrante dell’identità territoriale, e prendersi una pausa culinaria arricchisce lo spirito.
10) Viaggiare responsabilmente, attuando principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Riconoscere la centralità delle comunità locali ospitanti e il loro diritto ad essere protagonisti nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile dei propri territori. Mantenere un basso profilo, preferendo l’ospitalità modesta, immersi tra la gente e non i grandi alberghi e ristoranti per vip.
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